I dati parlano chiaro. Mediamente, più di una persona su due con patologie renali serie e croniche muore per malattie cardiovascolari. Ovvio: l’aterosclerosi è un fenomeno generalizzato, l’ipertensione è un fattore di rischio condiviso, il colesterolo-LDL e il diabete non fanno certo bene. Stando alle statistiche dell’NIH (National Institutes of Health), negli USA quasi un paziente su tre con diabete e poco meno del 20% dei soggetti ipertesi presenta al contempo anche problemi renali. Non solo: la compromissione della funzionalità renale, oltre che mettere a rischio la vita della singola persona, contribuirebbe per circa il 12% alla mortalità cardiovascolare globale, come riporta un rapporto apparso su The Lancet. Ma tutte queste osservazioni forse non bastano a spiegare completamente il filo rosso che lega reni (malati) e cuore.
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